Come recuperare l’Albero di Natale

Come recuperare l’Albero di Natale

Maggio 7, 2019 0 Di Redazione

Ormai anche l’Epifania è passata e come dice il proverbio, tutte le feste si porta via. Tolte le decorazioni natalizie, tolte le lucine che ci hanno tenuto compagnia per un mese, riposto il Presepe, resta il problema dell’Albero. Che fare?

Come trattare l’Albero di Natale

La Tradizione dell’Albero di Natale ha le sue radici in alcuni secoli fa, un primo abbozzo si è avuto nei primi anni del ‘600 ma il primo vero abete di Natale si ebbe solo intorno alla metà dell’800.

Furono i seguaci di Martin Lutero i primi ad addobbare gli alberi con decorazioni colorate, qualsiasi albero andava bene  ma non se ne sacrificava alcuno, venivano addobbati gli alberi nel terreno fuori casa e si toglievano senza danno alcuno per l’albero stesso.

La tradizione dell’Abete come albero specifico portò a reperire un abete nei boschi per portarlo all’interno delle case e questo significava di fatto la morte dell’albero che dopo la sofferenza del taglio, perdeva gli aghi prima e la vita poi.

L’avvento degli alberi sintetici

Sembra un paradosso che per festeggiare la vita, la Nascita di Gesù, si procuri la morte ad un essere vivente, sebbene appartenente al mondo vegetale. Sia per evitare di sacrificare un albero, sia per evitare una spesa annuale, la tecnica ha inventato gli abeti sintetici che possono durare molti anni e non perdono la loro bellezza, potendo essere riposti dove si vuole senza alcun problema.

Questa è, probabilmente e certamente per gli ambientalisti, la soluzione ideale ma in molti preferiscono ancora l’albero vero. A questo punto le strade si biforcano: albero tagliato o albero sradicato?

Certamente l’albero tagliato è un albero destinato alla morte, i rami appassiscono non ricevendo più acqua e sostanze nutritizie, gli aghi cadono inesorabilmente e dopo alcune settimane avremo in casa uno spelacchio e un mortacchio, un cadavere vegetale che non ha più nulla di bello.

L’albero sradicato, invece, certamente soffre abbandonando il loro terreno per essere sacrificati in un vaso ma se te ne prendi cura l’albero potrà sopravvivere anche se certamente dei segni di sofferenza ne mostrerà certamente.

La sofferenza dell’albero

L’abete di Natale troverà posto in casa tua, messo in un vaso con una quantità di terra spesso inadeguata all’albero stesso, uno spazio sofferente per le radici, una temperatura, quella domestica, che nulla ha a che fare coi il clima montano, fresco, umido in cui l’albero è abituato a vivere, certamente anche con meno luce di quanto l’albero p abituato nel suo ambiente.

Nonostante le sofferenze, l’albero anche se un po’ spelacchiato e sofferente, potrà sopravvivere, soprattutto se in questo periodo natalizio hai provveduto ad innaffiarlo.

La soluzione migliore per mantenerlo in vita sarebbe consegnarlo ad un Vivaista che saprà come recuperarlo, mantenerlo in vita e riportarlo al suo splendore.

Altro modo, se hai la fortuna di possedere un giardino, è dargli una nuova sistemazione nel giardino di casa.

Il prossimo anno avrai un abete rigoglioso, vivo, vitale, bello, un po’ più cresciuto di quanto era al Natale precedente. Per ripiantarlo nel giardino devi seguire pochi, piccoli consigli.

Come ripiantare l’Albero di Natale

Importante è la posizione in cui ripiantare l’Abete natalizio. Deve essere in un punto ben illuminato ma staccato dalle pareti della casa anche perché in qualche anno l’alberello diventerà un albero significativo e le radici tenderanno ad espandersi con rischio di danni anche alla casa,

La prima cosa da fare è scavare una buca che deve avere un diametro almeno doppio rispetto al diametro del vaso che contiene l’albero. Tracciato così il diametro della buca, occorre scavare fino ad una profondità doppia dell’altezza del vaso.

né bene mettere sul fondo della buca 4 o 5 cm di terra nuova oppure un miscuglio di terra e letame. Preparata così la buca, occorre estrarre l’albero dal vaso.

L’estrazione dal vaso

L’estrazione della pianta dal vaso in cui si trova potrebbe essere più complicato del previsto. Se si tratta di un vaso di plastica può essere sufficiente battere delicatamente il vaso e estrarre con delicatezza la pianta ma se si tratta di un vaso in terracotta può essere indispensabile romperlo.

Una volta estratta la pianta, ci si troverà di fronte ad un misto di terra e radici intricate. Queste devono essere districate con delicatezza per non romperle mentre saranno da eliminare le radici evidentemente morte.

Svolta anche questa operazione si procede a piantare l’Abete. Prima di procedere è bene tenere l’apparato radicale immerso in un secchio d’acqua per circa due ore, dopodiché si porrà l’abete nella buca, badando che sia ben diritto e che il colletto della pianta sporga al di sopra del livello del terreno.

Riempire la buca con la terra di risulta dello scavo premendo bene con i piedi il terreno attorno al fusto e annaffiare abbondantemente, anche per dare un migliore assestamento alla pianta. L’Ideale è mettere intorno alla pianta, sul terreno appena rimesso al suo posto, della corteccia di albero in frammenti che funge da isolante termico e per trattenere l’umidità.